sabato 29 luglio 2017

Le notti del marinaio.

Vivo 180 giorni l'anno in mare, ormai lo sanno tutti quelli che mi conoscono e anche quelli che mi conoscevano una volta. 
Ma, appunto, si dice "giorni". 
E delle notti si parla poco, come fossero un semplice sipario tra un giorno e il successivo. 
In effetti, chi vive in mare e fa piccolo cabotaggio, di notte ne vede poca.
Respira, ora con ansia ora con serenità, quelle notti in cui deve navigare, vuoi perché la distanza lo impone, vuoi perché lo decidono in combutta il vento e l'ancoraggio. Ma sono notti tecniche più che poetiche o meditative. Notti che se sei fortunato sono illuminate dalla luna e magari finiscono prima che arrivi il giorno, quando l'ecoscandaglio segna il fondale giusto e il rumore del ferro che scende nell'acqua ti dice ben arrivato. E strappi un'ora di buio per dormire un po', prima che nasca il sole.
Poi ci sono quelle notti in cui sei rimasto dov'eri di giorno, consapevole che sarebbe stato meglio spostarsi ma fiducioso che il meteo abbia esagerato un po', notti in cui hai azzardato. Si chiamano notti vigili, quelle in cui si chiude un occhio solo e nessuna delle due orecchie. Quelle in cui, dormendo nella cabina di prua, ti fai raccontare una lunga fiaba dalla catena dell'ancora, che se alza la voce è meglio che salti giù.
Notti in cui ti alzi 3 o 4 volte, che per due persone fanno 8, in un tacito alternarsi che diventa automatico, a un certo punto. No, non è vero, non è automatico, è una guerra di nervi. Ora si alza lui, pensi, fingendo di dormire mentre l'altro fa la stessa cosa. Finché uno dei due è più convincente. 
E poi ci sono le altre notti, quelle che non vedi, perché per mare la notte è fatta per dormire. Ci si alza con l'alba e si va a letto poco dopo il tramonto, perché è così sciocco sprecare ore di luce. Un marinaio si alza col sole ed è l'ora più bella, quella che vale di più della somma di quelle che seguiranno. Ha un fuso orario tutto suo, il marinaio e d'inverno dorme di più.
E infine ci sono quelle poche notti che decidi di guardare in faccia. Quando l'aria è più secca, il cielo rischiarato da una luna che illumina una costa selvaggia. O meglio ancora quando la luna latita e la via lattea ti spiega chi sei.

Perché la luna serve per navigare, le stelle per immaginare.

3 commenti:

  1. le notti da guardare in faccia.... Sono quelle in cui tocchi l' immensità del tuo essere uomo, e della tua immensa piccolezza. E vorresti vivere ancora mille e mille anni ancora, per conoscere e capire.

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  2. Le notti in mare vanno anche ascoltate e annusate:il rumore dell'uomo cessa e la macchia affida alla brezza di terra le sue essenze

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