giovedì 13 giugno 2013

Crotone - Cefalonia. Mea Culpa.

Col senno di poi, quando le previsioni diventano storia statistica, mi accorgo che abbiamo traversato nell'unico tratto di mare in burrasca di tutto il mediterraneo. Coraggiosi? No, sempre col senno di poi, è lecito pensare che c'è un "coraggio" che, nella migliore delle accezioni, deve ridefinirsi incoscienza e superficialità.
Lo descrivo come Forza 7, perché questo sembrava, anche se i bollettini meteo degli amici preoccupati lo davano come forza 8. Poco cambia. 170 miglia con forza 7 o forza 8 sono esperienze che puoi tranquillamente non fare, senza per questo sentirti meno marinaio.
Una serie di errori di cui è importante tener conto, altrimenti le lezioni sono inutili e gli errori diventano cattive abitudini.
1) Non c'è bisogno di muoversi quando non hai fretta di andare da nessuna parte.
2) Se la tua è un'ottima barca, questo non vuol dire che tu debba sempre metterla alla prova.
3) Le previsioni si guardano in due, non si delegano. 
Sono due le vite per mare ed è opportuno che ognuno possa scegliere quanto metterle in gioco.
Invece io ho delegato ieri questa operazione al Capitano, dimenticando alcune cose fondamentali:
a) il capitano è più coraggioso di me
b) il capitano è più fatalista di me
c) il capitano dopo due giorni in porto è stanco di aspettare, mentre io mi affeziono ad ogni luogo e soffro la nostalgia ancor prima di partire.
Il modo in cui osserviamo le previsioni, io e Giovanni, è drasticamente diverso: lui si affida a "modelli matematici seri" e, se ha deciso di partire, tende a interpretarli nell'accezione più ottimista. Per il capitano, gli schemi meteo con i colori cangianti e il bollettino del meteomar sono poco aggiornati, quindi non credibili e troppo generici.
Io guardo tutte le previsioni a disposizione, incluso informarmi sull'articolazione eventualmente dolente dell'ormeggiatore del luogo. Poi prendo la più pessimista delle previsioni e la traduco in Vangelo. 
Morale: Per Giovanni è sempre un buon giorno per partire, io mi barcameno tra i colori del Lamma e finché non vedo sparire il rosso dalla mia rotta, trovo ottimi motivi per non muovermi.
"Partiamo presto, avremo le prime 50 miglia un po' vivaci, poi cala. Anzi, ci toccherà fare le ultime 50 miglia a motore, vedrai". Questo il verdetto del delegato alle previsioni, che come al solito si conclude con un "sì, è un po' tosto il primo pezzo ma è un fenomeno locale".
La "vivacità" del mare, tradotta in 25 nodi, con onda forte ci impone subito due mani di terzaroli. Bella sportiva ma per 50 miglia di giorno, si può fare.
A 15 miglia da Crotone, scendo a verificare il segnale del VHF dopo il nostro intervento. Sul 68, c'è il bollettino meteo in inglese. Non per sfiducia, sia chiaro, ma visto che ci sono fammi sentire che si dice dello Ionio settentrionale. "NORTH WEST 7, LOCALLY INCREASING.... FORECAST: NORTH WEST 7".
Ci avete mai fatto caso a come dicono quel "Seven" nel bollettino in inglese? Sembra una scudisciata, una mannaia che cade e tronca di netto la pia illusione.
Mi affaccio al tambucio e chiedo, con l'amara consapevolezza di conoscere già la risposta: "ma il meteomar lo hai consultato, sì?". Nel "ma" c'era già il sapore della sconfitta, con quel "sì" finale tentavo di capovolgere una storia scontata. La risposta è poco esaustiva e condita da uno sguardo perplesso "Da quando in qua, consideri il Meteomar affidabile?"
Uno sguardo alla costa: il bordo di 15 miglia contromare non è davvero fattibile, inutile fare polemiche, anche perché il capitano a bordo a 'sto punto serve come non mai. La nostra meta è quella che ha il bordo migliore per il Nord Ovest e  direi che non c'è rischio che giri il vento. L'importante è che cali prima di sera. Stavolta, non vedo l'ora di accendere il motore in una calma tropicale.
50 miglia sono lunghe, il vento non molla mai, il mare è aggressivo e ha treni di onde da 2,5 - 3 metri. P'acá y p'allá ci scivola sopra veloce, le cavalca a velocità da record. Viaggiamo tra gli 9 e i 10 nodi, tocchiamo la punta di 13,2 surfando su un'onda. 

Al tramonto i famosi modelli matematici sembrano aver ragione. Il vento cala sotto i 20 nodi, l'onda resta alta ma muore, il mare si distende. Il tramonto è un regalo per gli occhi. Assaporo con gioia l'idea di una notte di guardia un po' scomoda ma serena. Alle 23, invece, mando a quel paese i Grib (i modelli matematici) e immagino il meteorologo dell'Areonautica che starà brindando a champagne  perché stavolta c'ha preso. Il vento urla di nuovo sopra i 30 nodi, il mare torna violento e schiaffeggia lo scafo e la coperta. La barca è solida e ben regolata, con due mani di terzaroli e il fiocco per intero. Penso alla raccomandazione dei marinai, quelli veri: "di notte riduci la velocità". Noi voliamo a oltre 10 nodi ma con quel mare da dietro che sale, sale sale e che non voglio più stimare in dimensione, perdere la velocità sarebbe farsi del male.  Container, balene, toglietevi da davanti, siamo un proiettile impazzito.
Fuori c'è poco da fare e dentro sembra di essere in lavatrice. Pensi a tutto in quei momenti. Dico a Giovanni che dovremmo averlo l'Epirb perché siamo pure fuori regola, se succede qualcosa, non siamo neanche coperti dall'assicurazione. La risposta non mi tranquillizza, pur nella sua saggezza "se ci succede qualcosa qui.... che ci facciamo con l'assicurazione?". Ok, meglio pensare non porre altre questioni. 
A mezzanotte in punto, abbiamo un trittico di adrenalina. Il timone automatico (davvero un grande, bisogna dirlo) molla -sarà l'unica volta- e la barca va all'orza. All'unisono suona l'allarme del radar e dal canale 16 arriva l'urlo "Parakalò Parakalò Parakalò" come benvenuto in Grecia. Ci metto buoni 30 secondi per capire che è solo il securité-securité-securité degli avvisi di burrasca di Radio Olimpia. "Solo"…. Non li ascolto, non mi servono avvisi di burrasca a questo punto, mi sento già sufficientemente avvisata.
Accenderemo il motore solo all'ingresso del canale di Cefalonia per Argostoli. Il vento alla fine molla, sì, ci regala le ultime 10 miglia con un po' di tregua. Per compensare, ovviamente il mare cresce ancora un po'.
Be' sono qui a raccontarlo. E, avendolo vissuto sul campo, intendiamoci, non credo fossero condizioni proibitive. Burrasca sì, ma al giardinetto; barca solida e veloce, capace di cavalcare l'onda; un Capitano che conosce la sua barca e la sa regolare. Condizioni impegnative ma non proibitive. Solo che in due- forse è più giusto dire uno e mezzo- per 24 ore in un mare aperto e senza ripari erano condizioni che si potevano evitare.

Per noi, in particolare, bastava ricordarsi che non c'era nessun appuntamento fissato a destinazione. E nemmeno, pensandoci bene, una vera e propria destinazione.
Grazie e scusa a chi abbiamo fatto preoccupare. È bello sapere che ci siete.

29 commenti:

  1. Ci siamo, ci siamo!
    Ma no EPIRB? Umhhh!?
    Non aggiungo altro,solo che manco a farlo apposta ho appena finito di leggere su una rivista di vela (Farevela di maggio) un articolo di Marco Nannini (velista oceanico) sulla giusta interpretazione del meteo con i file grib e la sovrapposizione delle carte sinottiche...lo fotocopio e ve lo tengo per quando tornate :)

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    1. vero carissimo, siamo deboli sul fattore sicurezza. Ma stiamo migliorando. Lentamente.... ;-)

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  2. Il racconto è talmente coinvolgente che a leggerlo sembra che la cazzata l'abbia fatta io. Mi servirà da lezione :-)
    Baci, e venti buoni a venire

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    1. ahahah Carlo non lo dire, che il capitano qui non vede l'ora di lavar via i suoi peccati. Sta già dicendo "Vedi? Colpa di Carlo, non mia"....

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  3. Noi abbiamo fatto la stessa cosa se ben ti ricordi 2 anni fa solo che avevamo da fare qualche miglio in più (mi pare 240) essendo partiti da milazzo. Noi in realtà un po' di fretta l'avevamo (ma non è una scusa) e avevamo visto tutte le previsioni convinti di scapolare una burrasca che invece ci ha preso in pieno. Siamo pariti alle 14 da Milazzo, lo stretto di di Messina Ok, nottata a motore, il giorno dopo come da previsione il vento ha cominciato a salire, navigazione bella, My Song filava, tutto bellissimo (niente pilota all'epoca era ancora rotto) e poi come da previsione alle 17 (quando avevo finito il turno, mi ero tolta cerata e golf e stavo per addentare una bella lasagna, ) è cominciata la rumba: la previsione diceva che doveva scendere e invece non solo non è sceso ma è salito fino a 45 nodi ed ha continuato così quasi tutta la notte....Peccato che fosse di prua...... va bè siamo arrivati a Lefkada con la randa strappata che aldo ha dovuto tirare giù da solo in mezzo a quel casino....Io ho avuto una discreta paura soprattutto quando Aldo mi ha fatto legare (mai sucecsso nenache in Atlantico....)
    Se dovessi ritraversare lo ionio faccio la corta Otranto Othoni (mi pare la più corta, vero?)

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    1. S. Maria di Leuca - Othoni. Il modo più bello di arrivare in Grecia. La cala a Ovest di Othoni è un assaggio di Caraibi a portata di mano.

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  4. Va beh Francesca, farai tesoro della tua esperienza per la prossima volta. Va bene guardare le previsioni, ma...è vero anche voce di popolo , voce di Dio...

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    1. Eh caro gio, ancora una volta si è confermata la tesi per la quale ogni paura in burrasca viene dimenticata in tempi brevi. Ho già smesso di cercar casa in montagna....

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  5. Grazie Francesca! Mi appassionano i tuoi racconti di mare perchè sprizzano saggezza utile anche per noi "passeggeri a terra". I punti 1)2)3)li ho copiati su una lavagna in cucina: ho l'impressione che siano preziose indicazioni per la vita e non semplici "avvisi ai naviganti".
    Un abbraccio Micau


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    1. Grazie Micaù!!! Nessuno prima d'ora mi aveva fatto sentire in qualche modo una filosofa delle piccole cose. Navigo ora a 10 cm sull'acqua.
      Bacio, vieni presto a Roma (non troppo presto, se no non ci troviamo)

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  6. Beh, però ti sei divertita!

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    1. Più o meno quanto a una interrogazione di matematica, Pietro. Il senso di inadeguatezza era identico ;-)

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  7. Ciao Francesca, è bello risentirvi, questa mattina alle 4 ho rotto il silenzio e ho mandato messaggi, colazione compresa.
    Se avete fatto tutto questo è giusto, vuol dire che andava fatto punto. Chi più, chi meno c'è passato e sa che serve anche questo per sentirci più vicini.
    Sulla parte narrativa, non ho critiche, sei superba. Non tendi a drammatizzare, bensì hai uno stile riflessivo/partecipativo e, come dice Carlo Peris, solo alla fine ci rendiamo conto di non star in barca, vivendo l'esperienza con te. Un abbraccio al Capitano e uno alla ciurma, Maurizio Berti

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    1. Maurizio, il bello per me è stato scoprire che una famiglia di nuovi amici ci stava pensando in un momento duro. Tutti quei pensieri positivi ci hanno protetto, lo sento.

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  8. Un po in pensiero lo ero, confesso, sapendo che neanche le jack stay avete. Comunque, io e Monica abbiamo le stesse interpretazioni di voi due, ma io capitolo prima avendo meno esperienza di Giovanni...
    Il meteo è complicato, Soldini su Maserati lo fa solo lui, Di Benedetto, alla fine della Vendere ha risposto a chi gli domandava cosa avesse imparato (ha fatto un giro del mondo anche su un 6.50): un po meglio il meteo.

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    1. Ecco, noi non abbiamo le jack stay belle ufficiali, questo no. Però nelle traversate notturne addomestichiamo sempre l'ex cordame del carrello del genoa a tale scopo. Finito di navigare di notte, tornano semplici e rigide cordelle. Solo che qualcuno dovrebbe dire al Capitano che lo scopo non è solo di averle ma di usarle. Visto che alle 4 del mattina l'ho trovato sulla tuga a fissare il mezzo marinaio libero come l'aria. Roba che se finiva a mare perdevo un marinaio e mezzo tutto insieme.

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  9. Il marinaio non ha appuntamenti, nessuno l'aspetta. Non ha destinazione perchè, in fondo, nulla merita il troppo fermarsi. Navigare è il suo destino. La condanna, l'espiazione, la salvezza. Solo il mare inquieto, nero e profondo, lo rasserena. E la barca non è uno strumento ma il complice vivo dell'inesauribile desiderio. Da Pompeo a Pessoa fino a Paquita.
    Silverio

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    1. Silverio, mi hai perdonata.... Thanks!

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  10. Ma quanto sarebbe stato meglio stare al calduccio, in buona compagnia, con un buon bicchiere di vino e pochi vecchi amici, con le gambe sotto ad un tavolo, a cazzeggiare? (questa è la filosofia dell'amico del capitano, fabio).
    Poi, a esser sinceri, non mi avete fatto preoccupare neanche un po': uno si preoccupa quando un amico fa qualcosa controvoglia ma.... giovanni è proprio questo che vuole! Eppoi è come la frase fatidica dei genitori "mi raccomando, non farmi preoccupare!". Maddeché! Occhio non vede cuore non duole, l'importante è rigorosamente "non sapere". Che alla fine il racconto te lo godi molto di più: come è bello stare sotto le coperte quando fuori piove....
    un abbraccio fabio e gabriella (e elena)

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    1. (Cinico) Amico del capitano (Amico del capitano eh? Questa me la lego al dito...) Dì la verità, che avresti voluto essere a bordo.... ;-) Baci soprattutto alla mia piccola amica, complice del wild river.

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  11. ci sono istantanee del timoniere ai 13.2? il fratello del capitano omette di commentare chè tanto già si sa come la pensa. la lezione è evidente: un sito di previsioni meteo-marine addomesticate risolleverebbe le sorti della nautica in italia

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    1. Qualcosa ci dovrebbe essere in realtà. Solo che è stata fatta da me (ovviamente) l'istantanea e probabile che il capitano abbia ritenuto la qualità non sufficiente per superare la selezione. Secondo me, caro Fili, direttamente un "meteo addomesticato" risolverebbe il problema. Intavolerò una trattativa col meltemi ma temo costi carissimo. :-) Baci a tutti e 3

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    2. sarebbe interessante anche una foto dell'interno posteriore delle mutande del capitano e della vice ;-)

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    3. Lo sapevo, Fabio, che avrei potuto contare su di te per tenere alto il livello del blog ;-)

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  12. A noi é capitata una notte cosi l'anno scorso fra la Sardegna e la Sicilia. E ieri di nuovo nei pressi del Monte Athos, é una zona famosa per i repentini e violenti schiaffi di vento, fate attenzione quando arriverete da queste parti. E' bello sapervi in Grecia ;)

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    1. E io che contavo sulla Calcidica, pensando che il meltemi lì è ancora in culla. E di solito i bambini non sono così cattivi. Oppure no?..... ;-)

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  13. Cara Francesca,è vero, scrivi così bene che trasferisci le tue emozioni(paura compresa)benissimo.E' sempre un gran piacere !
    Ci sarebbero da dire molte cose su questa pagina, a proposito dell'amore incondizionato, a proposito della fiducia totale nel maschio quando sono in gioco forze al di sopra delle nostre femminili capacità, a proposito dello spirito di avventura che comunque mi sembra non ti abbandoni mai, a proposito della tua incrollabile classe.
    Quel giorno vi ho pensati anche io, c'era un bel sole, finalmente cielo limpido, ma ( io ero spiaggiata nella baia di Nerano )un vento fortissimo ed inusuale entrava girando intorno alla Campanella e superando la baia di Jeranto fino ad arrivare a me. Il sospetto era che il mare era interamente ricoperto di "palommelle". Chissà dove sono, ho pensato.
    Adesso lo so.
    Comunque, nonostante tutto, le foto dei tramonti sono splendide anche se l'onda è un'attimo ingombrante !
    Un saluto affettuoso da una navigatrice mancata !
    Vicky

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