martedì 18 giugno 2013

Dallo Ionio all'Egeo più veloci che mai.

Golfo di Corinto
Per la terza volta in Grecia, il nuovo diventa sempre più raro e più lontano. Mentre scrivo, navighiamo verso il Porto di Zea Marina al Pireo. Un paio di giorni di sosta per vedere la mia cuginetta Monica e tornare alla Plaka. E per perdere tempo in attesa di una improbabile finestra di tentennamento del meltemi che ci permetta di passare Capo Sounion e lo stretto di Doro per raggiungere le Sporadi settentrionali, il nuovo appunto.
Ma come è bello scoprire è meraviglioso anche riscoprire. Argostoli a Cefalonia che è uno dei più facili porti d'ingresso è anche l'ultima illusione sui mercati greci che qui somigliano a quelli calabresi. Non troveremo più tanta varietà e qualità di frutta e verdura, lo sappiamo. La distribuzione in Egeo è complessa, i traghetti cercano di portare più persone che generi alimentari, le isole sono per lo più brulle, aride e ventose, non autosufficienti da questo punto di vista. Una visita al negozio Germanos e torniamo in contatto col mondo, rinnovando il credito della nostra chiavetta internet e del telefono greco. Di nuovo, la gentilezza di sempre, mi commuove. Passano gli anni, la vita per i Greci peggiora, pagano per tutti gli errori dell'Europa, eppure restano sereni. Tu sei la loro sola speranza di benessere e ti vogliono bene per questo. È così ovvio, così semplice e allo stesso tempo così raro trovare questa saggezza. Ritroviamo Leonardo, un italiano trapiantato qui che aiuta i naviganti in ogni esigenza, non ho ancora sentito un "non si può fare" da lui. Solerte, bravo, affidabile, amico. Ti fa piacere pagare un po' di più la laundry e la bombola del gas per fargli guadagnare qualcosa. Anche perché paghi comunque la metà di quanto pagheresti in Italia. All'authority port, ritrovo la stessa ragazza che l'anno scorso ci timbrò il Dekpa   (il transit log greco da far vidimare in ogni porto per l'entrata e l'uscita). Quest'anno non ne hanno di Dekpa, sembra non ve ne siano più in tutta la Grecia. Forse per la crisi non li hanno stampati, forse hanno deciso che non serve più ma non è ancora ufficiale. A chi arriva per la prima volta e chiede di farlo gli rispondono "Don't worry, maybe next port". Io sono felice di averlo, mi rimangono gli spazi per 28 porti, chissà se ce la faccio a farci stare tutta questa Grecia.
Simone e Giuliana su Mediterranea
A Argostoli incontriamo Simone con la sua Mediterranea e passiamo una bella serata a chiacchierare di vite che hanno deciso di andare altrove, di interrompere un percorso prestabilito per sceglierne un altro. Parliamo di Grecia, di mare, di barche. Un po' anche di lavoro, quel lavoro passato che fa parte di una vita che non è più. Lui mi dice che io ancora non l'ho rimossa del tutto quella vita. Ed è vero. Anche perché non c'è niente da rimuovere ma un bel ventennio di passione da ricordare. Sono quel che sono oggi, proprio grazie a ciò che ho vissuto e di cui oggi non ho più bisogno.
Ritroviamo Luciano, il nostro compagno di conserva, e con lui Thomas, nuovo sognatore di questo decennio. Glielo leggi negli occhi che è pronto a mollare tutto e partire. Ma vai piano Thom, perché poi non si torna più indietro. È un'Argostoli in compagnia quella di quest'anno: ecco il nostro nuovo nel già noto. 
in navigazione verso Port Oxia
Da Argostoli verso Oxia, una delle isole Echinades. Anche qui è un ritorno. La leggenda narra che 5 ninfe Naiadi dimenticarono di rendere omaggio al dio fluviale Acheloo il quale, permaloso assai come tutti gli dei, le rigettò con una piena improvvisa in mare e le trasformò in isole. Le Echinades, appunto, il cui nome  (echinus = riccio di mare) descrive bene la loro forma frastagliata. Oggi sono per lo più costellate di allevamenti ittici e la maggior parte delle baie è per questo inaccessibile. La navigazione nel canale tra Cefalonia e la costa è quasi del tutto priva di vento che però si intensifica a largo di Itaca e ci regala un bell'ultimo bordo di bolina con 20 nodi di vento e mare calmissimo. Ci ancoriamo a Porto Oxia, sulla costa in una cornice bellissima di isole e lingue di sabbia.  in rada piccole barchette di pescatori ai loro gavitelli. 
Tramonto a Port Oxia
Anche stavolta il tramonto è splendido.
Mi guardo intorno sapendo che tutto questo purtroppo non durerà. È notizia di quest'anno che l'Emiro del Qatar si è aggiudicato per poco più di 8 milioni di euro l'acquisto dell'intero arcipelago delle Echinades (9 piccole isole) dove verranno costruite ville per i vip hollywoodiani tra cui, si vocifera, anche Madonna. 
Un arcobaleno in cielo termina proprio sull'isola di Oxia, La pentola d'oro dell'Emiro, penso. 
L'isola di Oxia (Echinades)
Quando la crisi è grave, bisogna vendere quel che si ha in abbondanza. La Grecia ha 1.500 isole e molte più famiglie da far sopravvivere. È giusto così. Mi fa rabbia, però. Perché la Grecia ha già dato, non dovrebbe dare ancora. Un enorme patrimonio storico e artistico depredato e ospitato nei musei di tutto il mondo. Doveva bastare una legge per l'usufrutto di quelle opere o le royalties sui guadagni derivati. Dove sono gli dei in tutto questo? Forse interverranno in seguito. Oppure le ninfe magari si ribelleranno a un nuovo progetto di speculazione edilizia. 
P'acá y p'allá all'inglese a Trizonia
Continuiamo nella nostra marcia serrata verso l'Egeo e riviviamo il passaggio del Ponte di Patrasso, adoro parlare per radio con l'addetto alla torre di controllo. Non so se è lo stesso dello scorso anno, ma il suo inglese è perfetto. Mi ringrazia per lo spelling di P'acá y p'allá (figuriamoci, dovrò aspettare le Baleari per non aver bisogno di farlo…), ci dà il via libera e fa rallentare uno dei due traghetti per farci passare. 
Goletta affondata nel porticciolo di Trizonia
Ci fermiamo a Trizonia, una piccola isoletta di fronte alla costa nord del Golfo di Corinto, luogo di quiete assoluta nelle ore calde del pomeriggio. Un porto in abbandono ospita molti giramondo che sembrano stanziali e alcuni come noi che spezzano il viaggio diretti in Egeo. In mezzo al porto, emergono dall'acqua due alberi di una goletta affondata. Inquietanti. Il proprietario è sparito, nessuno si occupa del recupero. Gli abitanti fanno buon viso a cattivo gioco. Quella che era una splendida spiaggia con la cornice delle loro case a semicerchio è oggi un porto improduttivo e oltraggiato dall'abbandono della goletta semi sommersa. 
barchette locali sul lungomare di Trizonia
Due passi e sei nella parte viva di Trizonia, sul lungomare verso la costa. Si prepara un matrimonio greco. Mangiamo alla taverna di Poseidon per premiarla di essere l'unica con il wi fi libero. Le altre, ti danno la password se ti siedi lì a mangiare. Marketing. E io al marketing da un po' di  anni faccio la guerra, quindi si sceglie il generoso Poseidon.
O magari è quello di Poseidon il buon marketing, chissà.
La sposa arriva in barca, era scontato. scende al moletto e passa sotto l'arco addobbato a festa. 
La sposa arriva in barca, con tanto di effetti pirotecnici
Davanti alla chiesa tanti tavoli imbanditi e un'orchestra che si prepara. Sulla spiaggia, i fuochi d'artificio. È festa a Trizonia.
Il nostro primo bagno in Grecia è a Galaxidi, in un'atmosfera lievemente lacustre. Nulla a che vedere con l'Egeo ma è un bagno di preparazione, più che altro un modo di dire addio al lungo inverno che ci ha accompagnato fin qui. Un'altra notte quieta, stavolta in rada, per avere un po' più di aria e meno rumore e di buon mattino si salpa per Corinto. 
Delfini all'arrembaggio
Lungo la rotta veniamo intercettati da un esercito di delfini. Sono grandi, allegri, tantissimi, sotto effetto di qualche eccitante. Ci circondano e saltano a gruppi, facendo delle coreografie splendide e giocando con noi a sorprenderci, veloci, più veloci della macchina fotografica di Giovanni. Passiamo un'ora insieme, non si stancano mai. 
Con la Go-Pro li filmiamo sott'acqua, fermiamo il motore e dalle riprese si sente il loro dialogo fatto di fischi e suoni cupi, ritmati. Quanto chiacchierano i delfini. Lo avreste mai detto? Immagino siano lì a far battute tra loro, a sfidarsi a chi salta più alto, a chi resta di più attaccato alla prua. Dopo un'ora siamo noi a girare la prua e a andarcene, è surreale ma ci stanchiamo prima noi.
Questo probabilmente voleva un passaggio...
Il passaggio dello stretto di Corinto non mi aveva emozionato l'altr'anno che era la prima volta, quest'anno mi fa ancora meno effetto. Non so come mai, trovo emozione in ogni scorcio, in ogni colore di acqua, in ogni essere umano che incontro. Ma questo canale per me è come una strada percorsa milioni di volte, non mi suscita la grande meraviglia che raccontano tutti. Forse in un'altra vita ero un cavatore di pietra, uno di quelli che ha sudato 7 camicie per scavarlo questo canale. Se è così, ha un senso che la cosa non mi commuova. Luciano, che con Piazza Grande è  subito dietro di noi, è invece entusiasta. Riconosco in lui la meraviglia di tanti. E un po' la sua meraviglia mi contagia.
E siamo in Egeo! Finalmente! Questo sì che mi emoziona.
ma sì, ancora un delfino... tanto il canale di Corinto ve l'ho fatto vedere l'altr'anno (luglio 2012)

8 commenti:

  1. Grazie Francesca!
    Cinque minuti di spensieratezza per dimenticarmi di tutto quello che voi avete avuto il coraggio di dimenticare...
    Sabato e/o domenica si esce in barca, ma qui è tutt'altra cosa ad iniziare dal non-vento.
    kali spéra

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    1. grazie a te, Fernando!
      ti invidio il non vento, in questo momento.... Domani andremo a Capo Sounion e, vilmente, attenderemo acquattati sotto il tempio che sia il momento buono per partire.... Quello con meno vento possibile, anche zero, anche a remi.... Perché Capo Sounion e lo stretto di Doro non scherzano. Buon vento a te!

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    2. Ahahaha
      mentre leggevo mi immaginavo la scena :)
      Mi ricordo Capo Sounion, 27 anni fa e da terra, c'era un mare "bellissimo" ed un "leggero" venticello...un eufemismo naturalmente, per restare in tema di Grecia e retorica :)
      .....allora Buon vento a voi

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  2. UAU !!!
    Che foto ! Pazzeschi quei delfini !
    E che acqua liscia e pulita...
    Cara Francesca,credi che non ho proprio più speranza di incontrare la mia metà navigante ? Sai, da sola non credo che lo farei.
    Ma quando leggo che incontri altra gente che si aggira per l'Egeo, mi viene una cosa qui, in gola, una voglia soffocante di esserci anche io in quei luoghi, in quello spirito. Sento che lì è il mio posto.
    Forse fin ora non ho avuto l'occasione, o quando l'ho avuta non era quella giusta, ma spero che un giorno...
    Scusa la confidenza, ci sono ricascata.
    Un abbraccio e buon Egeo,
    Vicky

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    1. dai Vicky che ci sei quasi. Qualche settimana ancora e sarai con Gioia e Aldo nella fascinosa Milos. E nel frattempo, Nerano mi sembra il luogo ideale per incontrare la giusta anima navigante :-)
      Un abbraccio e buon Egeo a te!

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    2. Nerano ????? Vuoi scherzare spero !
      En tous cas:
      meglio soli che male accompagnati !!!
      Meglio amici che amori !!!
      Sono felice di andare sul My Song invece !
      Salut
      V.

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  3. Brava, con il rinato blog che posta a gonfie vele mi sento già in vacanza.
    Beati voi che siete lì, e noi qua a tirare la lima.
    A proposito, ti saluta Tiziana Tr... Vista proprio ieri sera. :)
    Baci buon vento.
    A.

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    1. caro A,
      dubito che a Tiziana faccia piacere essere definita come Tiziana Tr..... ahhahahah. Salutamela e abbracciamela appena la rivedi!

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