giovedì 16 giugno 2011

Antipaxos. Il bello degli "Anti".


Ci sono posti che davvero non hanno bisogno di parole. Meglio descriverli in immagini. In Grecia, le isole che si chiamano “Anti Qualcosa” vale sempre la pena di visitarle. Di solito, come nel caso di Antipaxos, sono quasi del tutto disabitate, qui si contano 120 anime di residenti, sono probabilmente prese d’assalto dalle gite giornaliere in estate con barche che partono dalla vicina “Qualcosa” quella di cui appunto sono Anti per poi diventare un vero paradiso dopo il tramonto. Nel nostro caso l’assalto quotidiano è molto discreto, visto che siamo ancora a Giugno e la sera in rada ci troviamo da soli. 
Nella baia di Voutoumi, dopo le 6 i gabbiani regnano sovrani. Davanti a noi, sulla spiaggia la taverna Voutoumi, si intuisce che non è aperta, non avrebbe un gran senso che lo fosse. Però c’è una lucina accesa, secondo me i proprietari vivono lì, magari ci stanno guardando e si stanno chiedendo se andremo a chiedere di mangiare. Sono sicura che aprirebbero anche solo per noi, ma non ci va di far aprire un ristorante. Ci prepariamo un casalingo spaghetto alla puttanesca con pomodoro fresco, olive nere, capperi e tanto origano e regaliamo al mare gli avanzi per farli litigare ai gabbiani e alle occhiate. 
Antipaxos ricorda molto Plage du Loto, in Corsica nel deserto degli Agriati,  simili distese di acqua turchese, simile roccia a falesie calcaree bianche, simile anche la macchia sovrastante. Queste somiglianze fanno riflettere sulla nascita della terra, sembra proprio che questa parte si sia staccata da lì eppure ci sono diversi mari in mezzo. Come andare in Nuova Zelanda e trovare qualcuno che ti somiglia come una goccia d’acqua…

2 commenti:

  1. in fondo tutto viene da Pangea

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  2. che invidia! Sto pubblicizzando questo vostro viaggio con i miei amici via phone. Baci

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